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Mastoplastica riduttiva

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Descrizione
periareolare.jpg: Un seno troppo voluminoso e pesante oltre a essere fastidioso e antiestetico può essere causa di problemi di tipo funzionale. Le mammelle di grandi dimensioni pesano sulla colonna vertebrale e possono causare delle patologie a carico di quest'ultima.

La riduzione mammaria è uno degli interventi più interessanti per il chirurgo plastico: ogni caso è diverso dall'altro per dimensioni e forma di partenza. E' perciò importante la scelta della tecnica più idonea. Inoltre, in questo intervento più che in altri, è il chirurgo che plasma la forma delle nuove mammelle ed è quindi necessario avere molta esperienza ma, soprattutto, un ottimo senso estetico. Le tecniche di riduzione e di mastopessi (lifting del seno) sono simili. Differiscono nel fatto che nella pessi si elimina solo la pelle in eccesso mentre nella riduzione si agisce anche sull'eccesso di ghiandola e grasso.

Le tecniche chirurgiche
Esistono molte tecniche chirurgiche per la riduzione del seno. La scelta dipende dalle preferenze del chirurgo e dalla situazione di partenza. Nella maggior parte dei casi non è possibile trattare nello stesso modo un seno lievemente ipertrofico e uno molto cadente o con un eccesso di tessuto di 2-3 chili.

Le cicatrici
Al di la dei dettagli tecnici che qui non verranno analizzati, la differenza tra le diverse metodiche operative si traduce spesso in una differente estensione delle cicatrici residue. La continua ricerca di nuovo metodi di riduzione e mastopessi è principalmente volta a ridurre al minimo le cicatrici che inevitabilmente esitano dopo l'intervento.

In linea di massima, si può dire che maggiore è la riduzione e più estese saranno le cicatrici. Queste possono essere divise in tre tipi:
  1. Periareolare: la cicatrice è circolare, intorno all'areola mammaria e molto simile a quella che si usa per introdurre le protesi (in questo caso è però limitata alla metà inferiore dell'areola).periareolareVerticale:

    Essendo situata in una zona di transizione di colore (tra l'areola e il tessuto circostante) è in genere poco evidente. Questo tipo di cicatrice si può ottenere in riduzioni o pessi minime (tecnica round block). Teoricamente questo tipo di operazione si può fare anche in mammelle di maggiori dimensioni, ma la cicatrice periareolare risulta in questi casi molto arricciata e la forma della mammella è appiattita e poco proiettata.

    Alcuni, a causa delle cicatrici poco estese chiamano questa tecnica 'Scarless', che in inglese significa 'senza cicatrici'. In realtà le cicatrici ci sono, anche se non sono troppo evidenti.

  2. Periareolare+Verticale: oltre che intorno all'areola, la cicatrice si estende verticalmente fino al solco solco sottomammario. E' questo il tipo di esito più frequente, lo si può ottenere nelle riduzioni e nelle pessi di media entità ma, sempre più spesso anche in riduzioni maggiori.periareolareVerticaleRovesciato: La cicatrice verticale, dopo poco tempo, si confonde abbastanza bene col tessuto circostante e, nella maggior parte dei casi, non è evidente. Con questo tipo di esito cicatriziale si riesce a garantire una buona forma e proiezione del seno.

  3. Periareolare+Verticale+Orizzontale: la classica cicatrice a T rovesciata è l'esito delle grandi riduzioni e delle mastopessi (lifting del seno) quando il seno è molto cadente e c'è un grande eccesso di pelle.
    La cicatrice orizzontale è posizionata nel solco sotto mammario e rimane in genere nascosta

Quando fare l'intervento
La riduzione del seno (o la pessi) può essere eseguita a qualsiasi età dopo che le mammelle sono completamente sviluppate. Una buona candidata a questo intervento deve essere psicologicamente matura, cosciente delle proprie motivazioni e avere un atteggiamento realistico per quanto riguarda le aspettative.

La mastoplatica riduttiva (o la mastopessi), come tutti gli interventi di chirurgia estetica, viene personalizzata per rispondere alle vostre esigenze e soddisfare in modo realistico le vostre aspettative: perciò, non paragonate mai la vostra situazione e il vostro possibile risultato con quelli di altre persone che conoscete e che sono state sottoposte a interventi simili, magari da altri chirurghi. Il vostro caso è unico e il vostro chirurgo plastico lo tratterà con la tecnica più adeguata (che può essere talvolta completamente diversa da quella usata da un altro per operare la vostra amica).

La Visita Specialistica
La visita specialistica è per noi fondamentale per poter valutare il vostro caso e discutere realisticamente sulle reali possibilità di risultato in rapporto alle vostre aspettative.


L'intervento
La mastoplastica riduttiva e la mastopessi vengono generalmente eseguite in anestesia generale.
Le mastopessi di modesta entità possono essere eseguite in anestesia locale con sedazione.
La durata dell'intervento dipende dalla quantità di riduzione o pessi necessaria e dal tipo di tecnica scelta. Può variare tra un'ora e mezza e quattro ore.
In molti casi vengono inseriti nelle mammelle dei piccoli drenaggi (tubicini) che servono a drenare le raccolte di sangue evitando così la formazione di ematomi o seromi e che vengono sfilati dopo 1-2 giorni.
Se si opera in anestesia locale è sufficiente il ricovero in day hospital con ritorno a casa dopo qualche ora.
Se l'anestesia è generale la degenza in clinica è generalmente di un giorno (due giorni nelle riduzioni maggiori). Dopo l'intervento il seno viene fasciato con una medicazione compressiva.

Il post operatorio
La medicazione viene rimossa dopo alcuni giorni e sostituita con un idoneo reggiseno. I punti si asportano dopo una settimana. Il gonfiore inizialmente presente si risolve in poche settimane. E' possibile tornare alle normali attività dopo pochi giorni.

Rischi e complicanze
Ogni anno migliaia di donne si sottopongono con successo a mastoplastica riduttiva o mastopessi e sono soddisfatte dei risultati. Tuttavia è importante, per chi voglia prendere in considerazione l'intervento, essere informata sia sui benefici che sui rischi della procedura.

Le potenziali complicanze includono le reazioni all'anestesia, l'ematoma, l'infezione, la cattiva cicatrizzazione (cheloidi, cicatrici ipertrofiche) e le alterazioni della sensibilità cutanea.

Consenso informato
Prima dell'operazione il/la paziente deve leggere e firmare un consenso informato all'intervento, che viene controfirmato anche dal chirurgo, dove sono descritte tutte le notizie che riguardano l'intervento: modalità, tecnica utilizzata, anestesia, convalescenza, rischi e possibili complicanze. Si tratta di un documento indispensabile ai fini legali, oltre che per evitare eventuali incomprensioni e ridurre così le possibilità di insoddisfazione.

Quanto dura il risultato?
Il risultato è duraturo. Tuttavia la gravità e l'invecchiamento possono modificare nel tempo l'aspetto del seno.


Quanto costa?
Non è possibile stabilire un preventivo dettagliato senza vedere il/la paziente di persona.

Per definire i dettagli (costi, tipo di ricovero e di anestesia) dell'intervento e, soprattutto, per valutare il possibile risultato in rapporto alle aspettative del paziente è sempre indispensabile la "visita preoperatoria".

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